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Visita al Castello di Bellver a Palma di Maiorca: prezzi biglietti e orari

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La prima volta che sono salito verso il Castello di Bellver ho capito subito perché qui la città sembra cambiare scala: alle spalle restano i viali del porto e il traffico del Paseo Marítimo, davanti si apre il bosco di pini, con l’aria che profuma di resina e il rumore delle auto che si spegne metro dopo metro. Quando arrivi alla terrazza superiore, la geometria del castello fa il resto: una pianta circolare rara, un cortile centrale perfettamente proporzionato e una vista che abbraccia la baia di Palma in un solo colpo d’occhio.

Bellver non è una visita lunga, ma è una di quelle tappe che funzionano bene in ogni stagione: in estate per la luce e la brezza in quota, in inverno perché Palma è più tranquilla e la collina diventa quasi un parco cittadino. Qui sotto trovi indicazioni aggiornate, tempi realistici e qualche dettaglio pratico che ti evita errori comuni.

Perché Bellver è diverso dagli altri castelli di Maiorca

Il Castello di Bellver nasce all’inizio del XIV secolo per volontà di Giacomo II di Maiorca, in un’epoca in cui Palma stava consolidando il suo ruolo politico e commerciale nel Mediterraneo. La particolarità è evidente già dalla pianta: invece del classico perimetro poligonale, qui tutto è costruito su un disegno circolare, con tre torri semicircolari integrate nel corpo principale e un mastio separato da un piccolo fossato e collegato da un ponte.

Nel tempo Bellver ha cambiato funzione più volte. È stato residenza, punto strategico di controllo della città e, in alcune fasi, anche prigione. Questo spiega perché, oltre agli spazi “di rappresentanza”, ci siano ambienti più austeri e percorsi pensati per la sorveglianza, soprattutto lungo il perimetro superiore.

L’architettura che si nota davvero durante la visita

Il colpo d’occhio migliore lo hai entrando nel cortile centrale: un anello di arcate gotiche su due livelli, con il piano inferiore più massiccio e quello superiore più leggero. Se ti fermi un minuto al centro, ti accorgi che la forma circolare non è solo estetica: distribuisce bene gli spazi e crea una specie di “teatro” naturale, motivo per cui in estate il cortile viene usato spesso per eventi e concerti.

Sali poi alle mura superiori con calma: qui la visita cambia ritmo, perché la città diventa una mappa. A est il profilo della cattedrale e del centro storico, sotto di te il porto con gli ormeggi e le banchine, verso ovest la costa che curva e l’entroterra che risale. Se trovi una giornata limpida, il panorama resta leggibile anche senza zoom e senza fretta.


Orari e biglietti

Gli orari cambiano tra stagione estiva e invernale. In genere il castello è chiuso il lunedì e l’accesso avviene con biglietteria in loco, con vendita che termina prima della chiusura (conviene arrivare con margine, soprattutto in alta stagione). In alcuni giorni festivi potrebbero esserci variazioni o chiusure: meglio controllare sempre sul sito ufficiale prima di organizzare la giornata.

Orari indicativi
Aprile–settembre: 10:00–19:00 (martedì–sabato), 10:00–15:00 (domenica e festivi)
Ottobre–marzo: 10:00–18:00 (martedì–sabato), 10:00–15:00 (domenica e festivi)

Prezzi indicativi
Intero: 4 €
Ridotto: 2 € (di solito per ragazzi 14–18 anni e altre categorie)
Bambini: spesso gratuito fino a una certa età (può variare)
In molte settimane l’ingresso è gratuito la domenica, ma non è una regola “assoluta” per tutto l’anno: verifica prima di salire.

Per orari e tariffe aggiornate: sito ufficiale del Castell de Bellver.


Come arrivare al Castello di Bellver

Il castello è a circa 3 km dal centro storico e si raggiunge senza difficoltà, ma c’è sempre un tratto in salita. Il punto pratico è questo: puoi arrivare “comodo” fino alla base della collina, poi devi mettere in conto 10–20 minuti a piedi (dipende dal passo e dal percorso scelto).

A piedi
Se alloggi tra Santa Catalina, il porto e l’area di Gomila, la salita a Bellver è una passeggiata fattibile. Il tratto nel bosco è piacevole nelle ore fresche e regala scorci sul porto già prima di entrare nel complesso.

In autobus
Dalle zone centrali di Palma conviene puntare alle fermate verso Plaça Gomila (o aree vicine) e completare l’ultimo tratto a piedi. Le linee urbane possono cambiare itinerari e frequenze: se viaggi in alta stagione o in giorni festivi, controlla il percorso aggiornato la mattina stessa.

In taxi
È l’opzione più semplice se hai poco tempo o se viaggi con bambini. Dal centro, in condizioni normali, il tragitto è breve e ti lascia praticamente all’ingresso dell’area parcheggio.

In auto
La strada è ben segnalata. C’è un parcheggio vicino all’accesso, ma in piena estate può riempirsi nelle ore centrali. Se arrivi tra 10:30 e 12:30 nei mesi più turistici, considera un piano B (taxi o autobus fino alla base e salita a piedi).


Cosa aspettarsi dalla visita

La visita funziona bene in 60–90 minuti se ti prendi tempo per le terrazze e per qualche sala interna; in 45 minuti la fai “veloce”, ma perdi la parte migliore, cioè il perimetro superiore e la lettura della città dall’alto. All’interno trovi anche il Museo di Storia di Palma, con sale dedicate a reperti e documenti che raccontano la città in epoche diverse: non è un museo enorme, ma aggiunge contesto a quello che stai guardando fuori.

Se ti interessa la fotografia, la luce del mattino rende più nitide le linee del castello e lascia la baia più “pulita”. Nel tardo pomeriggio, invece, il porto prende profondità e spesso l’aria è più stabile, con meno foschia.

Quando andare: pro e contro per stagioni

Aprile–maggio e settembre–ottobre sono i mesi più comodi: temperature gestibili e una Palma ancora vivibile anche a piedi. Luglio e agosto hanno giornate lunghe e una bella luce, ma la salita può essere faticosa nelle ore calde e i flussi turistici si sentono, soprattutto nei weekend. Inverno significa più tranquillità e aria più fresca sul percorso nel bosco, con orari in genere ridotti rispetto all’estate.


Consigli pratici

Arriva con margine: la biglietteria chiude prima dell’orario ufficiale, e in alta stagione può formarsi coda.

Scegli l’orario: se vuoi un giro tranquillo sulle mura, punta alle 10:00 o alla fascia 13:30–14:30, quando molti gruppi sono altrove.

Gestisci la salita: anche se vieni in autobus o taxi fino alla base, considera l’ultimo tratto come una camminata vera. Scarpe stabili fanno la differenza più di quanto sembri.

Abbina bene la giornata: Bellver si incastra perfettamente con porto e Santa Catalina; se invece vuoi proseguire nel centro storico, calcola tempi di rientro e una pausa in ombra prima di ripartire.

Errori da non fare

Salire nelle ore più calde d’estate: la collina non perdona tra 12:00 e 16:00, soprattutto se hai appena fatto spiaggia o hai camminato nel centro.

Trascurare il perimetro superiore: entrare, fare il cortile e uscire è il modo più rapido per perdere il senso del luogo. La vista è parte della visita quanto le sale interne.

Contare su parcheggio “sempre disponibile”: nei giorni pieni può essere complicato. Se non trovi posto subito, rischi di perdere tempo e pazienza.

Dare per scontati domeniche e festivi: gratuità e orari possono cambiare; controlla prima e ti eviti salite a vuoto.

Cosa mettere in valigia per Bellver

In primavera e autunno basta poco, ma serve scegliere bene. In estate porta acqua e protezione solare anche se resti poco: sulle mura il sole si sente. In inverno o nelle giornate ventose può essere utile uno strato leggero, perché in quota l’aria cambia in fretta rispetto al porto. Sempre consigliate scarpe comode con suola stabile: il percorso esterno e i tratti in salita sono la parte più “impegnativa” dell’esperienza.


Dove dormire comodi per visitare Bellver

Se vuoi Bellver a portata di mano, la scelta più pratica è restare nella parte occidentale di Palma, tra porto e quartieri residenziali sopra il lungomare: sei vicino alla collina e, allo stesso tempo, puoi rientrare a piedi verso ristoranti e passeggiata serale. Se preferisci un soggiorno più “centrale”, il centro storico è perfetto per muoversi a piedi tra monumenti e musei, con Bellver come uscita di mezza giornata in taxi o autobus.

Vedi le migliori soluzioni dove dormire a Palma di Maiorca

In alta stagione conviene prenotare con anticipo se cerchi una posizione precisa: le zone vicine al porto e ai collegamenti si riempiono prima, soprattutto nei weekend.


Cosa vedere nei dintorni dopo Bellver

Una volta sceso in città, hai diverse opzioni senza allungare troppo la giornata. Se vuoi restare sul tema “Palma dall’acqua”, il Paseo Marítimo è la scelta più semplice: cammini sul porto turistico e rientri verso Santa Catalina. Se invece vuoi rientrare nel cuore storico, il contrasto tra castello e gotico cittadino funziona benissimo.

La Cattedrale di Santa Maria (La Seu)
Se hai tempo, vale la salita fino al centro storico per visitare la Cattedrale di Palma di Maiorca: è uno dei punti di riferimento più chiari quando guardi la città dalle mura di Bellver, e vederla da vicino chiude il cerchio della giornata.

Es Baluard
Se preferisci arte e architettura contemporanea, Es Baluard è un buon incastro con il rientro dal porto: ti permette di alternare una visita “di panorama” a una visita “di contenuti”, senza fare corse.

Fondazione Pilar i Joan Miró
È una tappa sensata se ti interessano gli atelier e i luoghi in cui si capisce il lavoro quotidiano di un artista, non solo l’opera finita. È anche comoda se ti stai muovendo verso ovest lungo la costa urbana.


Un itinerario semplice che funziona (mezza giornata o giornata intera)

Mezza giornata: salita a Bellver in mattinata, visita completa con terrazze, discesa verso il porto e passeggiata sul lungomare. Se parti presto, chiudi tutto senza fretta entro pranzo.

Giornata intera: Bellver al mattino, pranzo tra Santa Catalina e il centro, poi rientro nel cuore storico per alternare cattedrale e palazzi. Se vuoi aggiungere una seconda visita “monumentale”, il Palazzo Reale dell’Almudaina è un abbinamento naturale, perché completa il lato istituzionale e storico della città.


Bellver di sera: quando vale davvero

Se capiti a Palma in estate, Bellver cambia volto durante gli eventi serali: il cortile circolare si presta bene ai concerti all’aperto e l’esperienza è diversa rispetto alla visita diurna, più “architettonica”. Il consiglio pratico è controllare calendario e biglietti con anticipo, perché le serate più richieste tendono a esaurirsi e la logistica (salita, parcheggi, rientro) va pianificata meglio del solito.

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Foto di Bartłomiej Koc da Pixabay

Bellver è una tappa breve ma “densa”: se scegli l’orario giusto e ti prendi il tempo sulle mura, ti porta via poco e ti lascia una Palma più chiara in testa. Vale la salita, soprattutto se poi scendi in città con la baia ancora davanti agli occhi.

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