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Cosa fare a Palma di Maiorca e nei suoi dintorni: esperienze indimenticabili nel cuore delle Baleari

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Palma di Maiorca è una di quelle città che, ogni volta che ci torno, mi fa pensare la stessa cosa: qui non basta “vedere due monumenti e andare al mare”. Palma va vissuta camminando, fermandosi nei quartieri giusti, alternando il centro storico a una spiaggia urbana, un mercato, una salita panoramica e magari una gita breve nella Serra de Tramuntana. È una capitale piccola rispetto ad altre città spagnole, ma incredibilmente completa: in pochi chilometri passi da una cattedrale gotica affacciata sul mare a un aperitivo a Santa Catalina, da una passeggiata tra i palazzi del Casco Antiguo a una cala cittadina o a un borgo di montagna.

Se stai organizzando un viaggio e vuoi capire davvero cosa fare a Palma di Maiorca e nei dintorni, qui trovi una guida aggiornata e concreta, pensata per aiutarti a scegliere bene il tempo da dedicare alla città e le escursioni che meritano davvero.


Perché Palma è molto più di una base comoda

Molti usano Palma solo come punto d’arrivo, magari perché l’aeroporto è vicino o perché da qui è facile spostarsi nel resto dell’isola. In realtà sarebbe un peccato trattarla come semplice appoggio. Il suo centro storico è uno dei più belli delle Baleari, il lungomare offre scorci spettacolari sulla baia, le spiagge cittadine sono davvero accessibili e i quartieri più vivi hanno un carattere diverso l’uno dall’altro.

La cosa che apprezzo di più è proprio questa: Palma funziona bene sia per un weekend sia come base di 4 o 5 giorni. Se viaggi senza auto, qui ti muovi facilmente a piedi, in bus o in taxi. Se invece noleggi una macchina, sei già nella posizione giusta per uscire verso Valldemossa, Sóller, il sud dell’isola o la costa nord.


Cosa fare a Palma di Maiorca: le esperienze che consiglio davvero

La Cattedrale di Palma, da vedere appena arrivi

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La Cattedrale La Seu – Foto di Malcolm Brook da Pixabay

Se è la tua prima volta a Palma, io partirei da qui. La Seu non è solo il simbolo della città: è uno di quei monumenti che cambiano volto durante la giornata, a seconda della luce e del punto da cui la guardi. Da Parc de la Mar è scenografica, dal lato del Palau de l’Almudaina è imponente, e all’interno sorprende per l’altezza della navata, le vetrate e gli interventi di Gaudí e Miquel Barceló.

Oggi conviene considerare almeno 1 ora per la visita, qualcosa in più se vuoi aggiungere museo o terrazze quando disponibili. Gli orari cambiano tra estate e inverno e in certi giorni festivi possono essere ridotti; il biglietto standard è aumentato rispetto a qualche anno fa e ormai si aggira intorno ai 10 €. Per dettagli aggiornati ti conviene verificare la pagina ufficiale o, se vuoi un approfondimento pratico, dare un’occhiata anche alla guida su come visitare la Cattedrale di Palma.

Perdersi nel Casco Antiguo senza guardare troppo Google Maps

Plaça Major – Foto di Martin Furtschegger da Wikimedia Commons

Il bello del centro storico di Palma è che non ha bisogno di essere visitato in modo rigido. Certo, ci sono tappe classiche come Plaça Major, Carrer de Sant Miquel, Carrer del Sindicat e l’antico quartiere ebraico del Call, ma il fascino vero è nelle deviazioni: portoni socchiusi che lasciano intravedere cortili maiorchini, facciate nobiliari, chiese minori, piccole piazze in cui fermarsi per un caffè.

Io consiglio sempre di dedicare al centro almeno mezza giornata piena, meglio ancora se spezzata tra mattina e sera. Di giorno vedi l’anima storica della città; al tramonto, invece, Palma diventa più morbida, più vissuta, quasi più elegante.

Bellver, il punto panoramico che vale la salita

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Foto di Bartłomiej Koc da Pixabay

Tra le cose da fare a Palma che consiglio più spesso c’è il Castell de Bellver. Sta su una collina a circa 3 km dal centro storico e la vista da lassù, soprattutto nelle giornate limpide, ripaga davvero. Da un lato hai tutta la città, dall’altro il porto, il Passeig Marítim e la baia.

Il castello è particolare anche architettonicamente: è uno dei rarissimi castelli gotici a pianta circolare in Europa. All’interno ospita il museo di storia della città. Gli orari possono variare durante l’anno, ma in genere il sito apre dal martedì al sabato con orario continuato e la domenica chiude prima. Sulle tariffe è bene controllare sempre il sito ufficiale prima della visita, perché nel 2026 sono state annunciate modifiche rispetto ai prezzi storici.

Se alloggi tra Santa Catalina, Gomila o la zona del porto, puoi anche arrivarci a piedi mettendo in conto la salita finale. In alternativa il taxi resta la scelta più pratica.

Un tuffo senza lasciare la città: le spiagge di Palma

Playa de Palma, Maiorca – Foto di dronepicr da Wikimedia Commons

Uno dei vantaggi di Palma è che puoi alternare davvero cultura e mare nello stesso giorno. La spiaggia più facile da inserire in itinerario è Can Pere Antoni, a pochi minuti dalla cattedrale: non è la cala più bella di Maiorca, ma per una pausa veloce con vista su La Seu funziona benissimo.

Se vuoi qualcosa di più ampio e organizzato, allora la scelta naturale è Playa de Palma, verso est, in direzione aeroporto. È lunga, sabbiosa, ben servita e adatta anche a chi viaggia con bambini o non vuole complicarsi la giornata. Se preferisci un’atmosfera più locale, puoi puntare su Ciudad Jardín o su Portixol, che più che una semplice spiaggia è una zona piacevolissima per camminare sul mare e fermarsi a mangiare. Per orientarti meglio sulla zona puoi leggere anche la guida dedicata a Playa de Palma.

Cala Major, invece, è una buona via di mezzo: si raggiunge facilmente dal centro e regala un ambiente più da baia urbana, perfetto se vuoi restare vicino alla città senza rinunciare a una spiaggia vera.

Santa Catalina e i mercati: Palma da vivere, non solo da fotografare

Se vuoi capire il lato più quotidiano e piacevole di Palma, vai a Santa Catalina. Un tempo quartiere di pescatori, oggi è una delle zone più amate per mangiare bene, fare aperitivo e respirare una città meno monumentale e più vissuta. Di giorno puoi passare dal Mercat de Santa Catalina; la sera, invece, la zona cambia ritmo e si riempie di tavolini, tapas e locali.

Un altro mercato che secondo me merita è il Mercat de l’Olivar, più centrale e molto comodo se stai visitando il centro. Se cerchi un ambiente meno turistico, più genuino, c’è anche Pere Garau, dove Palma mostra un volto più popolare e multiculturale.

Tra i piatti da provare metterei almeno ensaimada, sobrasada, pa amb oli, coca de trampó e, se ti trovi in un ristorante tradizionale, anche un buon arròs brut. Sono cose semplici, ma raccontano bene l’isola.

Musei e fondazioni: quando Palma ti sorprende sul serio

Palma non è solo centro storico. Se ami l’arte contemporanea, io inserirei senza esitazioni Es Baluard, molto bello anche solo per la posizione tra mura rinascimentali e vista sulla città. In genere è aperto dal martedì al sabato 10:00–20:00 e la domenica 10:00–15:00, con chiusura il lunedì.

Molto interessante anche la Fundació Pilar i Joan Miró, nella zona di Cala Major: qui non trovi soltanto opere, ma soprattutto gli studi originali dell’artista e un modo molto più intimo di entrare nel suo processo creativo. È una tappa che consiglio soprattutto a chi ha già visto la Palma “classica” e vuole aggiungere qualcosa di meno ovvio.

Palma Aquarium: sì, se viaggi con bambini o vuoi una giornata semplice

Foto di palma aquarium, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Il Palma Aquarium, nella zona di Playa de Palma, è una tappa che ha senso soprattutto se viaggi con bambini o se vuoi un’attività facile da organizzare in una giornata meno da spiaggia. Ospita migliaia di esemplari marini e resta una delle attrazioni familiari più conosciute dell’isola.

Gli orari cambiano in base alla stagione e al giorno della settimana; in questo periodo, in linea generale, apre dalle 10:00, con chiusura anticipata nei feriali e più tarda nei weekend e festivi. Il biglietto intero parte da circa 30,50 €. Considera 2-3 ore per una visita fatta con calma, anche di più se aggiungi esperienze extra.

Il tramonto tra Porto Pi, Paseo Marítimo e rooftop

Verso sera Palma cambia faccia. A me piace soprattutto tra Portixol e il centro, oppure lungo il fronte del porto, dove la luce si abbassa lentamente sulla baia. Il Passeig Marítim resta una zona simbolica, anche se negli ultimi anni alcune aree hanno vissuto lavori e trasformazioni: proprio per questo conviene non fissarsi su un singolo locale ma scegliere in base all’atmosfera del momento.

Se vuoi un aperitivo con vista, hai diverse opzioni tra rooftop hotel, bar sul porto e locali più curati tra La Llonja e Santa Catalina. Non serve organizzare troppo: spesso il modo migliore per chiudere la giornata è semplicemente una camminata lenta con una sosta dove ti ispira di più.

E l’Almudaina?

Foto di kaʁstn Disk/Cat da Wikimedia Commons

Il Palau de l’Almudaina resta uno dei grandi simboli di Palma, in posizione spettacolare accanto alla cattedrale. Però qui c’è una cosa importante da sapere: nel 2026 il palazzo risulta temporaneamente chiuso per lavori di ristrutturazione. Vale comunque la pena passare nella zona per ammirarne l’esterno, il contesto monumentale e il colpo d’occhio sul mare, ma prima di inserirlo come visita vera e propria controlla sempre l’eventuale riapertura ufficiale.


Escursioni nei dintorni di Palma che meritano davvero

Una delle grandi fortune di Palma è che nel raggio di 30-90 minuti puoi cambiare completamente scenario. Montagna, villaggi in pietra, grotte, strade panoramiche, spiagge del sud: tutto è relativamente vicino, ma conviene scegliere bene per non passare la giornata in auto.

Valldemossa, la più semplice e la più elegante

Foto di dronepicr, CC BY 2.0, via Wikimedia Commons

Valldemossa è la gita classica da Palma, ma resta una gita bellissima. In auto ci arrivi in circa 25-30 minuti; in bus ci vuole un po’ di più, ma resta fattibile anche senza macchina. Il borgo è curato, scenografico e molto facile da visitare. La Certosa è la tappa simbolo, ma la parte che personalmente preferisco è la passeggiata senza meta tra vicoli, finestre fiorite e scorci sulla montagna.

È perfetta se vuoi una mezza giornata rilassata, magari abbinata a un pranzo in zona o a una deviazione verso Deià se hai l’auto.

Sóller e il trenino storico: turistico sì, ma ancora bellissimo

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Foto di Ramon Rullan da Pixabay

Il Tren de Sóller è una delle esperienze più turistiche di Maiorca, ma questo non significa che non valga la pena. Anzi: se non l’hai mai fatto, resta un modo molto piacevole per entrare nella Serra de Tramuntana. Il treno storico parte da Palma e arriva a Sóller in circa 1 ora, attraversando campagna, uliveti, gallerie e scorci che da soli giustificano il viaggio.

Oggi il costo è sensibilmente più alto rispetto al passato: il biglietto Palma-Sóller andata e ritorno si aggira intorno ai 30 €, mentre il combinato con il tram per Port de Sóller arriva intorno ai 40 €. Non è economico, quindi io lo consiglio soprattutto se vuoi vivere l’esperienza del mezzo storico; se il tuo obiettivo è solo raggiungere Sóller, il bus resta più conveniente.

Una volta arrivato, ti suggerisco di non fermarti solo in paese: se hai tempo, prendi anche il tram per il porto. È lì che la giornata acquista un secondo ritmo, più marittimo e rilassato.

Cuevas del Drach, la classica escursione che continua a funzionare

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Foto di Donald Ogg da Flickr

Le Cuevas del Drach, a Porto Cristo, restano una delle escursioni più facili da consigliare a chi vuole vedere qualcosa di diverso dal mare. La visita dura circa 1 ora, si svolge in gruppo ma non è guidata, e include il celebre concerto sul Lago Martel con possibilità di attraversarlo in barca o a piedi, senza costi aggiuntivi.

Gli orari cambiano con la stagione: in primavera-estate ci sono diversi ingressi durante il giorno, mentre in inverno le fasce si riducono. I prezzi aggiornati sono intorno a 18,50 € online per gli adulti dal 1° aprile in poi, qualcosa in più in biglietteria. Il consiglio pratico è prenotare con anticipo, arrivare 15 minuti prima e portarsi un leggero strato in più: dentro la temperatura resta fresca, in genere tra 17 e 21 °C.

Cap de Formentor, bellissimo ma da pianificare bene

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Foto di Jonas Droste da Wikimedia Commons

Cap de Formentor è uno dei paesaggi più spettacolari di Maiorca, ma non è più una gita da improvvisare come anni fa. Da Palma ci vuole circa 1 ora e 30 minuti in auto, anche di più in alta stagione. E soprattutto bisogna considerare le limitazioni al traffico sulla strada del capo: nel periodo più affollato del 2026 l’accesso ai veicoli privati risulta regolamentato in determinate fasce orarie, con passaggio consentito soprattutto a bus pubblici, bici, autorizzati e residenti.

Tradotto in pratica: prima di partire conviene sempre verificare le regole del momento. Se vuoi evitare stress, la soluzione più semplice è arrivare in zona nord dell’isola e usare il bus TIB 334, che collega l’area di Formentor durante la stagione.

Cala Pi, Caló des Moro e il sud più scenografico

Caló d’es Moro (Maiorca) – Foto di tommyleroux720 da Pixabay

Se dopo la città vuoi una giornata più da cartolina, il sud dell’isola resta una buona idea. Cala Pi è bella, relativamente più semplice da gestire e a circa 45-50 minuti da Palma. Caló des Moro e Cala s’Almunia sono molto scenografiche, ma in alta stagione richiedono partenza presto, pazienza per il parcheggio e un minimo di spirito d’adattamento. Non le sceglierei se cerchi comodità assoluta; sì, invece, se vuoi una giornata di mare più fotogenica e selvaggia.


Dove dormire a Palma di Maiorca

Se il viaggio ruota soprattutto attorno a Palma, io sceglierei l’alloggio in base allo stile di vacanza:

  • Casco Antiguo: perfetto se vuoi muoverti a piedi tra monumenti, piazze, ristoranti e atmosfera storica.
  • Santa Catalina: ideale se ti piace uscire la sera, mangiare bene e stare in una zona viva ma ancora comoda per il centro.
  • Portixol / El Molinar: ottima scelta se vuoi mare, passeggiate sul lungomare e un ambiente più rilassato.
  • Playa de Palma: pratica se vuoi stare vicino alla spiaggia e all’aeroporto, meno affascinante però come base “urbana”.

Per un primo viaggio, la zona che continuo a preferire è quella compresa tra centro storico, La Llonja e Santa Catalina: ti permette di vivere Palma davvero bene senza dipendere troppo dai mezzi.

Vedi le migliori soluzioni dove dormire a Palma di Maiorca

Come arrivare e come muoversi

Arrivare dall’aeroporto al centro

L’aeroporto di Palma di Maiorca (PMI) si trova a circa 8-10 km dal centro. Se non ritiri l’auto subito, il collegamento più semplice è il bus A1, che porta verso il centro città e la zona del porto in circa 20-25 minuti, traffico permettendo. In alternativa ci sono taxi e transfer privati.

Controlla voli e tariffe per Palma di Maiorca

Serve l’auto?

Dipende da come vuoi impostare la vacanza. Per visitare Palma città l’auto non è necessaria, anzi spesso diventa scomoda. Se però vuoi alternare la capitale a spiagge del sud, borghi della Tramuntana e zone meno collegate, allora può diventare molto utile per 2 o 3 giorni, senza bisogno di noleggiarla per tutto il soggiorno.

In città, per spostamenti brevi, funzionano bene camminate, bus urbani, taxi e bici elettriche. Il lungomare verso Portixol è uno dei tratti più piacevoli da fare pedalando.


Quando andare a Palma di Maiorca

Il periodo che consiglio più spesso è tra aprile e giugno oppure tra settembre e ottobre. In questi mesi Palma si vive bene: puoi visitare, stare all’aperto, andare al mare e cenare fuori senza il caos pieno di luglio e agosto.

Luglio e agosto sono perfetti se il tuo obiettivo principale è il mare, ma devi mettere in conto più folla, prezzi più alti e temperature spesso elevate. L’inverno, invece, è sottovalutato: non è stagione balneare, però per vedere Palma con calma, dormire meglio e fare gite culturali o gastronomiche può essere un’ottima idea.


Quanto tempo dedicare a Palma

Se hai solo 1 giorno, io farei così: cattedrale, centro storico, pranzo tra mercato e Santa Catalina, poi Bellver oppure una spiaggia urbana e chiusura al tramonto sul lungomare.

Con 2 giorni, Palma comincia già a respirarsi meglio. Con 3 giorni, puoi dedicarne uno alla città e usare gli altri per una gita in Valldemossa o Sóller e una giornata di mare o di costa. Oltre, secondo me, Palma diventa una base perfetta per conoscere una buona parte dell’isola senza cambiare hotel in continuazione.


Palma di Maiorca riesce in una cosa che non tutte le capitali di mare sanno fare: essere insieme bella da vedere, facile da vivere e utile come base. Se la prendi con il ritmo giusto, senza voler incastrare tutto in poche ore, ti regala davvero alcune delle giornate più riuscite che si possano fare a Maiorca.

Il mio consiglio è semplice: usa Palma come punto di partenza, ma concedile il tempo che merita. Spesso è proprio da qui che comincia la parte migliore del viaggio.

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