A Palma, tra la pietra chiara della La Seu e la linea del mare, il Palau de l’Almudaina si visita quasi senza accorgersene: lo vedi mentre attraversi la zona della cattedrale e ti ritrovi davanti una facciata severa, con volumi che non nascondono la sua origine di cittadella. È uno di quei luoghi in cui Maiorca si legge a strati: prima la base islamica, poi il gotico della Corona d’Aragona, infine gli adattamenti di una residenza reale che ancora oggi può chiudere per esigenze ufficiali.
Nota pratica: al momento il palazzo risulta chiuso per lavori a partire dal 12 gennaio 2026 e resta chiuso fino al termine delle opere. Prima di organizzare la visita conviene verificare lo stato di apertura sul sito ufficiale.
Almudaina: cosa stai guardando davvero
L’Almudaina non nasce come palazzo da rappresentanza. Il nome viene dall’arabo al-mudayna, cioè fortezza: un punto di controllo affacciato sul porto e sul cuore amministrativo della città. Quando Palma era Madina Mayurqa, qui si concentravano potere e difesa; dopo la conquista del 1229 la struttura cambia pelle e diventa una residenza in stile gotico mediterraneo. Il bello, oggi, è che non prova a essere uniforme: corridoi e sale cambiano ritmo, le proporzioni passano dal militare al cerimoniale, e questa “doppia anima” si sente passo dopo passo.
Se entri con l’idea di leggere i dettagli, l’Almudaina diventa un modo concreto per capire come il centro di Palma si sia costruito attorno a potere, porto e cattedrale in pochi metri.
Dove si trova e come arrivare
Il palazzo si trova nel centro storico di Palma, accanto alla cattedrale e al Parc de la Mar. È una visita che funziona bene a piedi, soprattutto se alloggi tra La Calatrava, Sa Llotja e l’area del Passeig des Born.
Dall’aeroporto (PMI): in auto o taxi, il trasferimento verso il centro richiede spesso 15–25 minuti a seconda del traffico. In autobus, le linee e le tariffe possono cambiare nel tempo: meglio controllare gli aggiornamenti prima della partenza, soprattutto se arrivi in orari serali.
Dal porto: se arrivi in nave, considera che il terminal non è attaccato al centro storico. A piedi può volerci anche mezz’ora o più, in base al punto di attracco; altrimenti taxi o autobus fino alla zona cattedrale.
Muoversi senza auto: per spostamenti in città, gli autobus urbani coprono bene il centro e le zone limitrofe. Per le gite fuori Palma (spiagge, paesi, punti panoramici), conviene valutare autobus interurbani o treni, tenendo conto che condizioni e agevolazioni possono variare.
Orari, chiusure e prezzi
Orari e aperture possono subire variazioni per eventi ufficiali e, in questo periodo, per lavori. Quando aperto al pubblico, in genere il palazzo segue un orario stagionale (estate con chiusura più tardi, inverno con chiusura anticipata), con chiusura il lunedì e ultimo accesso di norma un’ora prima della chiusura.
Per quanto riguarda i biglietti, esistono una tariffa base, una tariffa ridotta (in base a età e categoria) e alcune forme di gratuità in giorni o condizioni specifiche. Poiché questi dettagli cambiano nel tempo e non sempre sono prenotabili allo stesso modo, è consigliabile verificare importi e regole aggiornate sul sito ufficiale prima della visita.
Cosa vedere dentro: sale, dettagli e punti che spesso si saltano
Se entri con l’idea di fare in fretta, l’Almudaina rischia di diventare una sequenza di stanze. Vale la pena, invece, camminare con calma e osservare come cambiano le proporzioni: alcuni passaggi sono più “fortezza”, altri più “palazzo”, e proprio qui sta il senso della visita.
Il cortile dà subito l’idea della struttura originaria: spazi aperti, muri pieni, percorsi pensati per il controllo. Poi arrivi alla Cappella di Santa Ana, dove la luce e la verticalità gotica cambiano il registro, quasi fosse un edificio diverso inserito nello stesso complesso.
Le sale di rappresentanza e gli arazzi sono la parte più “ufficiale”: qui il palazzo non racconta solo l’arte, ma anche la volontà di mostrare continuità e prestigio. Se visiti in estate, nota anche la differenza di temperatura tra esterni e interni: è uno di quei dettagli pratici che si percepiscono subito, soprattutto dopo una passeggiata nel centro storico.
Tempo medio realistico: 60–90 minuti se ti muovi con calma. Se lo abbini alla cattedrale, conviene non incastrare tutto nello stesso orario: meglio alternare una visita più “rigida” e una più flessibile per evitare corse inutili.
Dove dormire comodo per Almudaina
Se l’obiettivo è visitare Almudaina e muoversi a piedi nel centro storico, le zone più pratiche sono tre, ognuna con un compromesso diverso.
Casco antiguo (La Calatrava / area cattedrale): posizione perfetta per entrare la mattina presto e tornare in camera senza mezzi. In alta stagione può essere più rumorosa la sera e, in alcuni punti, i taxi non arrivano sotto l’hotel: l’ultimo tratto spesso si fa a piedi.
Sa Llotja – Passeig des Born: ottima per ristoranti e passeggiate serali, con tragitti brevi verso cattedrale e palazzo.
Santa Catalina: atmosfera più locale e residenziale, comoda se vuoi alternare centro storico e vita di quartiere. Per Almudaina metti in conto 15–25 minuti a piedi, a seconda del punto esatto.
Vedi le migliori soluzioni dove dormire a Palma di MaiorcaCosa vedere a pochi minuti (ordine sensato)
In quest’area di Palma tutto è vicino davvero. Se vuoi un percorso naturale senza zig-zag, funziona bene così: Almudaina, poi cattedrale e Parc de la Mar come pausa; se hai ancora tempo, aggiungi i Bagni Arabi per completare il contesto storico e una passeggiata verso Sa Llotja e Passeig des Born per chiudere con un tratto più “cittadino”.
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Consigli pratici
Orario anti-folla: quando il palazzo è aperto, la fascia più comoda tende a essere l’inizio mattina. Se punti al pomeriggio, considera comunque l’ultimo accesso prima della chiusura.
Documenti: per riduzioni e gratuità porta sempre un documento valido (e, per studenti, tessera aggiornata). In molti casi le gratuità si gestiscono solo in biglietteria.
Foto: in genere sono consentite foto per uso personale senza flash, ma possono esserci limitazioni in aree specifiche.
Cosa mettere in valigia (in base al periodo)
Aprile–maggio e settembre–ottobre: scarpe comode (pietra e gradini), uno strato leggero per la sera e una giacca antivento se prevedi lungomare.
Giugno–settembre: cappello, acqua e protezione solare. Il caldo che pesa è quello dei trasferimenti a piedi nel centro storico.
Inverno: giacca impermeabile leggera e qualcosa per pioggia e vento. L’umidità vicino al mare si sente, soprattutto nelle camminate lunghe.
Errori da non fare
Dare per scontata l’apertura: essendo una residenza reale, può chiudere per esigenze ufficiali e, in questo periodo, per lavori. Controlla sempre gli aggiornamenti prima di partire.
Arrivare troppo tardi: anche quando l’orario è lungo, l’ultimo accesso può essere anticipato. Se vuoi visitare con calma, entra con margine e non a ridosso della chiusura.
Fare Almudaina e cattedrale “in corsa”: sono vicinissime, ma se incastri orari rigidi nello stesso slot ti ritrovi a correre. Meglio distribuire le visite e lasciare una fascia di recupero.

Se riesci a incastrare la visita con una passeggiata serale tra Born e Sa Llotja, l’Almudaina resta come punto fermo: un edificio che sembra immobile, ma che in realtà racconta come Palma abbia cambiato funzione senza cambiare posizione.








