Sei giorni a Maiorca sono abbastanza per vedere la parte “urbana” (Palma), guidare tra i tornanti della Serra de Tramuntana e chiudere con almeno 2–3 spiagge diverse (una comoda, una scenografica, una più appartata). La differenza la fa un dettaglio che molti sottovalutano: scegliere dove dormire in base alle strade che farai davvero, non in base alla spiaggia più famosa su Instagram.
Qui sotto trovi un itinerario di 6 giorni costruito per muoversi senza correre, con orari sensati, parcheggi e qualche scelta “da persona che c’è stata”: ad esempio io, a Palma, ho adorato entrare al Mercat de l’Olivar a metà mattina, quando i banchi sono pieni ma non c’è ancora la calca del pranzo. Sembra un consiglio piccolo, ma ti cambia la giornata.
Struttura consigliata dei pernottamenti (5 notti): 2 notti a Palma, 2 notti nel nord (Alcúdia / Port de Pollença), 1 notte nel sud-est (zona Santanyí / Cala d’Or). Se preferisci una sola base, te lo dico: si può, ma spenderai più tempo in auto e più energie a cercare parcheggio.
Prima di partire: come arrivare, come muoversi e cosa conviene prenotare
Arrivo: l’aeroporto è Palma di Maiorca (PMI). Se atterri in tarda serata, la scelta più comoda è dormire la prima notte a Palma o in zona Playa de Palma/Can Pastilla e partire la mattina dopo.
Auto sì o no? Per questo itinerario, io consiglio auto a noleggio: Tramuntana e molte calette del sud-est rendono di più con i tuoi tempi. A Palma, però, l’auto può diventare un fastidio: parcheggi a pagamento e ZTL/strade a senso unico. La soluzione pratica è questa: ritiri l’auto il giorno 3 (o la sera del giorno 2) e fino ad allora ti muovi a piedi e con autobus.
Se vuoi approfondire trasporti e spostamenti sull’isola, ti lascio due risorse interne utili (sono guide già pubblicate): come arrivare a Maiorca dall’Italia e come muoversi a Maiorca.
Cosa prenotare prima (se viaggi tra giugno e settembre): alloggio, auto, e almeno una giornata “chiave” (ad esempio la barca o una visita guidata in centro a Palma). Il resto lo lasci più flessibile, perché il vento può cambiare il mare da un giorno all’altro (soprattutto sulle coste esposte).
Dove dormire a Maiorca per questo itinerario (scelte pratiche, non teoriche)
Palma (2 notti): ideale per arrivare, ambientarti, cenare senza usare l’auto e visitare i monumenti con calma. Zone comode: La Lonja (vita serale e ristoranti), Santa Catalina (più locale), Calatrava (centrale e tranquilla, spesso più cara).
Vedi le migliori soluzioni dove dormire a Palma di MaiorcaNord (2 notti): se vuoi spiagge lunghe e comode, tramonti sul mare e gite facili verso Cap de Formentor e Pollença. Io scelgo spesso Port de Pollença per un’atmosfera più “passeggiata serale”, oppure Alcúdia se vuoi essere vicino sia alla città murata sia alla baia.
Vedi le migliori soluzioni dove dormire ad AlcúdiaSud-est (1 notte): è la parte che “sa di calette” e pinete, con acqua spesso più trasparente. Base pratica: Santanyí (più autentica) oppure Cala d’Or (più turistica ma comoda se vuoi tutto vicino). Qui io consiglio di dormire almeno una notte: ti permette di entrare in spiaggia presto, quando l’acqua è piatta e il parcheggio non è già un problema.
Vedi le migliori soluzioni dove dormire a MaiorcaSe stai valutando anche una versione “breve” del viaggio, qui trovi un contenuto interno utile per confrontare scelte e tempi: weekend a Maiorca: quando andare, come organizzarlo e costi.
Itinerario Maiorca 6 giorni: giorno per giorno (con orari e scelte furbe)
Giorno 1 – Palma: centro storico, Cattedrale e un tramonto fatto bene

Arrivo e check-in a Palma. Se atterri in mattinata, io partirei così: passeggiata nel centro storico senza “spaccarti” subito di musei. Fai una prima lettura della città: i vicoli chiari della Calatrava, le ombre lunghe vicino al mare, i cortili interni che spesso si intravedono dai portoni socchiusi.
Nel pomeriggio entra in modalità “classici” con calma: Cattedrale La Seu e area del Parc de la Mar. Il consiglio pratico che do sempre è questo: vai tardi (non in apertura), perché la luce nel tardo pomeriggio tende a essere più interessante e in estate molte persone sono ancora in spiaggia. Se trovi fila, spostati di 30–40 minuti e rientra: a Palma funziona più di quanto sembra.
Sera: zona La Lonja per cena e due passi sul Paseo Marítimo. Io ho un debole per la passeggiata “lenta” dopo cena, quando l’aria si rinfresca e il rumore dei tavolini diventa un sottofondo, non una confusione.
Giorno 2 – Palma più locale: Mercat, Santa Catalina e Castello di Bellver
Mattina: Mercat de l’Olivar. Io ci vado tra 10:00 e 11:30: hai ancora i prodotti migliori e puoi fermarti per uno spuntino senza l’effetto “mensa”. Poi cammina verso Santa Catalina, quartiere comodo per pranzo e per vedere una Palma più quotidiana.
Pomeriggio: Castello di Bellver. Se puoi, sali nel tardo pomeriggio: la vista sulla baia è più morbida, e il percorso di rientro verso la città (anche solo in taxi o autobus) ti fa capire la geografia di Palma in modo immediato. Serata libera: tapas, oppure una cena seduta se vuoi “riposare” le gambe prima dei giorni in auto.
Giorno 3 – Serra de Tramuntana: Valldemossa, Deià e un porto dove fermarsi davvero
Ritiro auto (se non l’hai già). Oggi è il giorno dei paesaggi “da strada”: la Serra de Tramuntana si vive guidando e fermandosi bene, non facendo tappe mordi e fuggi. Prima tappa: Valldemossa. Arriva presto (io direi entro le 9:30 in alta stagione) per parcheggiare senza ansia e passeggiare nel paese quando è ancora vivibile.
Seconda tappa: Deià (anche solo per una passeggiata e un caffè). Poi scendi verso un porto per pranzo: Port de Sóller è comodo e scenografico. Se hai tempo, fai un tratto a piedi sul lungomare: ti rimette in ordine la testa dopo i tornanti.
Se ti innamori della Tramuntana (capita spesso), valuta l’idea di dormire qui una notte in un altro viaggio. Per chi cerca base “montagna e mare”, questa pagina su Booking è utile per farsi un’idea delle zone: alloggi in Sierra de Tramuntana.
Giorno 4 – Nord: Pollença, Cap de Formentor e la sera nella baia

Trasferimento verso il nord e check-in (Alcúdia o Port de Pollença). Mattina: Pollença (il paese, non il porto) per un giro nel centro e un caffè. Poi punta a Cap de Formentor. Qui la regola non scritta è: non partire tardi. In estate, traffico e parcheggi diventano lenti, e la sensazione di libertà si perde.
Pomeriggio: scegli una spiaggia “facile” per recuperare energie. Nel nord la bellezza spesso sta nella semplicità: sabbia chiara, acqua bassa, e un’ora intera senza fare nulla. Sera: passeggiata in baia. Io adoro questi posti quando smettono di “lavorare” per i turisti e tornano ad avere ritmi normali: luci basse, famiglie, bici, gelato camminando.
Giorno 5 – Spiagge del nord-est e un parco naturale (senza impazzire)
Oggi è la giornata che puoi modulare in base al meteo e al vento. Due idee pratiche:
- Giornata mare lunga (baia e spiagge comode): perfetta se viaggi in famiglia o se vuoi stare molte ore in spiaggia senza cambiare posto.
- Natura e passeggiata: una zona umida o un tratto di sentiero vicino alla costa. Io, quando ho bisogno di “staccare” dal rumore delle spiagge, cerco sempre un’area con passerelle o camminate semplici: anche un’ora cambia il ritmo della vacanza.
Nel pomeriggio rientra con calma e concediti una cena senza guida notturna lunga: domani scendi verso il sud-est e conviene avere energie. Se vuoi un riferimento rapido su una delle zone balneari più comode vicino a Palma (utile anche per un piano B), trovi qui una guida interna: Playa de Palma: come viverla e dove stare.
Giorno 6 – Sud-est: calette al mattino, Santanyí e rientro
Trasferimento verso il sud-est. Qui il mio consiglio “da esperienza” è netto: spiaggia la mattina presto. Non per fare l’eroe, ma perché le calette danno il meglio quando l’acqua è ferma e c’è spazio per sistemarsi. Se arrivi tra 9:00 e 10:00 in alta stagione, ti godi il posto; se arrivi dopo, spesso inizi a trattare con parcheggi e folla.
Dopo pranzo passa da Santanyí per un giro nel centro e un caffè: è un finale diverso rispetto alla classica “ultima spiaggia e aeroporto”. Poi rientro verso Palma in base all’orario del volo. Se parti la mattina seguente, valuta una notte “di servizio” vicino all’aeroporto oppure rientra a Palma e chiudi con una passeggiata breve: io l’ho fatto più volte e mi è rimasta addosso quella sensazione di città vissuta, non solo visitata.
Consigli pratici per organizzare il viaggio

Periodo migliore: per questo itinerario, io preferisco fine aprile–giugno e settembre. Hai giornate lunghe, caldo gestibile e un equilibrio migliore tra vita locale e turismo. Luglio e agosto funzionano, ma devi accettare due cose: prenotazioni anticipate e orari più “strategici” (spiagge presto, visite città tardo pomeriggio).
Eventi stagionali: Palma e i paesi dell’isola hanno feste locali durante l’anno (processioni, sagre, eventi musicali). Se viaggi in alta stagione, controlla il calendario del comune della zona dove dormi: può valere la serata, oppure può complicare parcheggi e traffico. Meglio saperlo prima.
Cosa mettere in valigia (oltre al solito):
- Scarpe chiuse comode per Tramuntana e borghi (non servono tecniche, servono stabili).
- Giacca leggera o felpa: la sera può cambiare, soprattutto vicino al mare.
- Scarpette da scoglio se punti calette con rocce o accessi non perfetti.
- Maschera se ti piace osservare il fondale: in molte calette fa la differenza.
- Borraccia: banale, ma quando sei in auto tra una tappa e l’altra ti salva tempo e soste inutili.
Parcheggi e orari: a Palma conviene muoversi a piedi, nel nord e nel sud-est conviene partire presto. Se c’è una regola che ripeto sempre: non mettere due “giorni pieni” di guida uno dopo l’altro. Alternare città, mare e strada ti evita di arrivare al giorno 6 stanco.
Errori da non fare
- Fare Palma in mezza giornata: finisci per vedere solo due cose e perdere la parte migliore, quella dei quartieri e delle pause.
- Guidare in Tramuntana senza soste vere: i punti panoramici non sono “foto e via”, sono il senso della strada.
- Inseguire troppe calette in un giorno: ne vedi tre, non ne vivi nessuna. Meglio una al mattino e una al pomeriggio, con margine.
- Dormire sempre nella stessa zona pensando di risparmiare: spesso risparmi una notte e paghi con ore di auto e stanchezza.
- Arrivare in spiaggia a mezzogiorno in piena estate: tra parcheggio e folla ti giochi la parte migliore del mare.
FAQ – Domande frequenti su Maiorca in 6 giorni
6 giorni bastano per vedere Maiorca?
Se accetti di fare scelte, sì. Con questo itinerario tocchi Palma, un assaggio serio di Tramuntana, il nord e almeno una giornata nel sud-est. Per girarla tutta servirebbero più giorni, ma qui l’obiettivo è tornare a casa con la sensazione di averla capita.
Serve l’auto?
Per l’itinerario giorno per giorno che hai letto, io dico sì. Se vuoi evitarla, puoi fare Palma e qualche gita organizzata, ma perderai libertà su calette e Tramuntana. In alternativa, soluzione mista: Palma senza auto e auto solo dal giorno 3.
Dove conviene dormire la prima volta a Maiorca?
Per una prima visita, Palma è la scelta più equilibrata: arrivi, ti orienti, vivi la sera senza stress. Poi sposti la base nel nord e nel sud-est per non passare la vacanza in macchina.
Qual è la zona migliore per le spiagge comode?
Il nord (zona Alcúdia e baia) è tra le scelte più pratiche: spiagge lunghe, servizi, acqua spesso tranquilla. Se cerchi calette, allora sud-est.
Maiorca è adatta anche senza vita notturna?
Sì. Palma ha ristoranti e locali, ma puoi vivere l’isola benissimo con ritmi tranquilli: borghi, strade panoramiche, mare la mattina presto, cene senza fare tardi.
Che budget serve per 6 giorni?
Dipende dalla stagione e da quanto prenoti in anticipo. In generale, le voci che pesano di più sono alloggio e auto nei mesi estivi. Se vuoi contenere la spesa, punta a maggio, giugno o settembre e scegli strutture leggermente fuori dalle zone più richieste, senza allontanarti troppo dalle strade principali.
Se vuoi rendere questo itinerario ancora più scorrevole, il primo passo concreto è decidere le 3 basi (Palma, nord, sud-est) e bloccare almeno le notti “chiave”. Poi il resto lo costruisci sul posto, guardando vento e temperature. Tu come preferisci viaggiare: più mare o più strade panoramiche?









